‘Fare Luce’. Al via nell’area industriale di Marcianise.

Giovedi 22 novembre alle ore 14,00 nell’aula T9 dell’Abazia di San Lorenzo ad Septimum, ad Aversa, partono le prime attività che il Dipartimento di Architettura e Design dell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ con i Corsi di Storia del Design contemporaneo (prof. Francesca Castanò) e di Hybrid Design Lab (prof. Carla Langella) realizza per il progetto ‘Fare Luce’ ideato e curato da Maria D’Ambrosio per l’Associazione f2Lab. Nel quadro dell’accordo siglato dall’Associazione f2Lab e il Comune di Marcianise – sottoscritto nel luglio scorso e avviato con l’inaugurazione di ExNOVO_Marcianise city Lab, lo spazio-laboratorio ospitato dall’azienda De.com srl situata nell’Area Industriale di Marcianise – parte il percorso ‘Scolpire le idee 4.0’ e si avvia il progetto ‘Fare Luce’. In aula e poi negli spazi di ExNOVO-Marcianise city Lab gli studenti dei Corsi guidati dalle prof. Castanò e Langella e dal prof. Gabriele Pontillo lavoreranno anche con l’artista giapponese Hirotsugu Aisu. Partner tecnico industriale è Italrobot di Marcianise insieme con Decom srl/Airpol e il team di Res Nova Die che fanno ricerca su nuovi materiali e materiali termoplastici.

f2lab_dadi_22 novembre locandina

Dalle mani alla fresa robot, il percorso vedrà il gruppo-aula progettare e realizzare artefatti partendo dal lavoro artigianale su carta, passando per l’ambiente digitale e la programmazione informatica 3D e approdando alla fresatura di diversi materiali ad opera di un robot industriale. Obiettivo del lavoro è di sintetizzare i passaggi concettuali e tecnologici legati alla manifattura e alla scultura digitale realizzata con fresa-robot.

“Con questa prima attività – dice Maria D’Ambrosio, presidente di f2Lab e ideatrice del progetto – si uniscono i saperi e le conoscenze disciplinari con la ricerca di un artista contemporaneo per coinvolgere gli studenti in un lavoro di progettazione e realizzazione di artefatti dal forte contenuto simbolico, e con la funzione di ‘Fare Luce’. Gli artefatti progettati e realizzati, compresa una lampada per interno ed esterno, diventeranno infatti ‘segno’ e ‘materia’ da installare negli spazi di exNovo_Marcianise city Lab e tra le architetture e gli spazi dell’area industriale per avviare un processo complesso di riqualificazione e di rigenerazione. Per questo abbiamo bisogno del concreto coinvolgimento delle aziende e delle imprese presenti nell’area. A partire dalle risorse esistenti vorremmo intercettare e incentivare la responsabilità sociale d’impresa per rendere gli imprenditori illuminati parte attiva di un processo virtuoso di cambiamento di cui il territorio ha necessità per crescere e produrre benessere sociale”. “Per questo – continua il Sindaco Antonello Velardi – ci sembra importante che l’associazionismo aiuti l’Amministrazione locale a tenere insieme le energie produttive con i saperi e le competenze del mondo universitario, utilizzando l’arte come generatore di bellezza”. “In aula e in laboratorio, da Aversa all’Area Industriale di Marcianise, infatti, – sostengono Francesca Castanò e Carla Langella – si osserveranno i legami tra la produzione manifatturiera e quella industriale ad alta innovatività tecnologica. Mente-Mano-Macchina, così come Terra-Bottega-Industria automatizzata, saranno i nodi concettuali da cui partire per utilizzare il design come pratica di intervento e comunicazione sociale”.

Insieme a Hirotsugu Aisu si annuncia il coinvolgimento di altri artisti la cui esperienza potrà dare un contributo significativo per immaginare un futuro differente per Marcianise e la sua area industriale da destinare a nuove attività produttive.

Nei prossimi giorni sarà definito anche il programma di attività da realizzare in collaborazione con gli urbanisti guidati dal prof. Michelangelo Russo del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II insieme ad un altro gruppo di artisti e performer.

Molte dunque le aspettative e le risorse mobilitate da f2Lab che guarda all’area industriale di Marcianise come ad un luogo-simbolo di un possibile e concreto riscatto in grado di ridisegnare il futuro del fare impresa ad arte.

Qui il link all’intervista a Maria D’Ambrosio dello scorso novembre a Canale 9 – Mattina 9

foto gruppo vanvitelli

FERMENTI

 

 

 

FERMENTI (4 Agosto 2017 San Martino Valle Caudina)

a cura di Maria D’Ambrosio – co-fondatrice e presidente associazione f2Lab

 

“A un certo punto bolle, borbotta. È il lievito – un fungo così piccolo che sta nel vento – e trasforma lo zucchero. In quei giorni che il mosto fermenta e cambia natura, l’odore dell’uva è dovunque, prepotente. Senti che è avvenuto qualcosa che non ha ancora smesso di avvenire. Ha la forza dell’intanto…”.

(Carmela Covino)

 

 

Fermentazione è fenomeno di origine organica che, per opera dei fermenti e della loro energia, smuove particelle di materia, ricomponendole in un nuovo ordine che origina nuova materia, altra sostanza. Per questo l’associazione f2Lab avvia le proprie attività proponendosi di dare corpo e aprire all’esperienza del fermentare, grazie al lavoro e alle opere di Hirotsugu Aisu e di Giacomo Montanaro, nella Cantina Santiuorio di San Martino Valle Caudina e grazie alla collaborazione di Giuseppe Compare e la sua Shazar Gallery. Con la fermentazione si vuole indicare, infatti, un processo e anche una condizione permanente di mutazione che richiede di essere governata ‘ad arte’ per nutrire uno sguardo generativo ai territori, con una tensione vitale che contribuisca a ‘smuovere’ l’energia di cui sono carichi insieme alle realtà produttive e imprenditoriali di cui sono sede. Il nostro fermento, materiale e simbolico, è l’Arte! L’Arte-fermento creativo, energia che rimette in movimento e genera ‘reazioni’ trasformative e innovative. L’Arte di fermentare per dare nuova forma e organizzazione alle strutture e ai sistemi sociali, culturali, economici, istituzionali, produttivi, imprenditoriali, professionali, per produrre nuova o altra ‘realtà’.

In questo senso ci piace citare il breve testo prodotto per l’occasione dal filosofo e amico Giulio Maria Chiodi che scrive e dice: “Fermentazione è parola latina che vuol dire movimento e trasformazione. Non parte dal nulla o dal vuoto, perché presuppone una sostanza, richiede una disposizione a ricevere e selezionare stimoli unitamente ad un ambiente adatto ad elaborarli. Fermentare indica l’evolversi verso altro e il diventare altro senza che sia abbandonata la propria natura, perché ne è un graduale accrescersi e realizzarsi in nuove forme ed è un conquistare nuove realtà prima ignote, ma profondamente confacenti al proprio essere. Fermentare è segno di attivazione di energie, di espansione, di rinnovamento, è espressione di vera vitalità. Per ogni essere umano, che deve saper scegliere e costruire gli ambienti e non subirli, rappresenta reagire al mondo esterno percependolo non passivamente, ma arricchendo la coscienza e le emozioni col coltivare contemporaneamente la propria interiorità e l’esperienza delle cose in continua e controllata tensione: per una persona vitale i fermenti dell’animo e della mente sono fatti di consapevolezza e di meraviglia” (Giulio Maria Chiodi © 2017).

La meraviglia ci fa visionari del presente e lascia che la coscienza renda visibile l’invisibile e possibili nuovi incontri, nuove interazioni. Perché dall’incontro, che è esso stesso meraviglia, gli strati e i frammenti di un tutto inafferrabile si svelano e annunciano l’insorgere di altra forma del conoscere, per un tempo la cui durata è affidata all’oltrepassamento di quello ordinario. Lo stupore e il turbamento che offre la bellezza lasciano sospendere il giudizio e sono la ‘via’ per accedere, come d’incanto e da stranieri, ad altra visione, altra volontà, altro moto ‘sulla terra leggeri’.

Fermenti dunque, nella sua ricchezza semantica, è il primo gesto con cui f2Lab si manifesta e attraverso cui chiama al convivio, alla vita nova, perché si possano immaginare grandi imprese e realizzarle, insieme.

 

Fermenti

Tra vino arte cibo

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Fermenti a4

Programma

dalle 20.00h
opere installazioni visioni di Hirotsugu Aisu & performance artistica di Giacomo Montanaro

S’arriva nella contrada Santiuorio dove si producono le uve e i vini della cantina che di quella contrada ha preso il nome, e si percorrono gli spazi che Hirotsugu Aisu ha allestito con sue opere e installazioni digitali per introdurci al processo che muta le sostanze, ne altera la composizione e le forme, la struttura, e produce nettare inebriante.
Tra le botti, dove le uve sono lasciate a fermentare, ci si può fermare alla vista di Giacomo Montanaro all’opera, immersi nella magia del processo alchemico che svela il farsi dell’opera dell’artista insieme a quello dell’uva che si fa vino e mostra la bellezza segreta di una festosa sera d’estate.

dalle 21.00h
selezioni musicali e sonore con DJ set & vino della cantina Santiuorio con formaggi e salumi  locali

S’apre il convivio carico delle delizie di terra caudina e quelle della cantina, e festanti, di processo in processo, s’imbandiscono le tavole per nutrire corpo e anima di bellezza e gusto. Tra il paesaggio, all’aria aperta, al ritmo del vento e della musica, mentre lo sguardo si muove tra i filari, le viti, i grappoli d’uva, a sentire la gioia del vivere farsi sonora spazialità che rende parte di una natura rigogliosa e fertile di cui insieme godere i frutti e farsene forma danzante.

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Gli artisti

Giacomo Montanaro (Torre del Greco ’70) frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, dove si laurea nel 93 con Augusto Perez. Giovanissimo inizia a dipingere e a farsi notare nell’ambiente artistico napoletano.  La pittura di Montanaro mostra una spiccata propensione alla sperimentazione, all’innovazione.  Agli esordi della carriera artistica l’elemento distintivo dell’indagine pittorica è la figura umana, colta nei suoi tratti sintetici, fondamentali e di grande impatto visivo. Dal 2002 abbandona la tela e i colori tradizionali. L’artista utilizza come supporto la carta fotografica e gli acidi come strumenti impropri del dipingere. Tutto è giocato sulla pulsione emozionale dialogante con l’invocazione mnemonica che guidano la mano dell’artista in un susseguirsi di rapide pennellate imposte dalla rapidità di corrosione dell’acido al contatto con l’emulsione fotografica. Dal punto di vista tecnico usare un acido su carta fotografica significa impressionare in modo irreversibile il supporto, lavorando con una notevole dose di consapevolezza e grande controllo: è necessaria grande velocità ma senza lasciare nulla al caso. Corpo e mente devono marciare insieme all’unisono. Da questo momento diventa essenziale anche il lato performativo del lavoro dell’artista: esso rende manifesta la natura lavica, esplosiva, imprevedibile della pittura di Montanaro. Si prova una certa tensione ad assistere ad una performance di Montanaro, simile a quello di una nascita. Il foglio di carta fotografica è dapprima una sorta di lavagna nera stesa a terra, l’artista inizia a girarci intorno in una specie di rituale, nella quale sembra che studi lo spazio, i movimenti, mentre si carica di tensione per dare il giusto slancio alla sua azione: non potrebbe essere altrimenti, occorre essere più veloci dell’acido che brucia, corrode, vaporizza la carta, mandandola velocemente e letteralmente in fumo…. Con il passare degli anni l’indagine artistica si sposta su temi diversi: oggetti, paesaggi industriali, forme astratte assumono una connotazione quasi fotografica, dove “tutte le cose” possono potenzialmente essere “riprodotte” con questa particolare e personalissima tecnica dell’artista.

Hirotsugu Aisu nato a Tokyo in Giappone, vive ed opera a Napoli. Appassionato dell’arte e della cultura italiana, vi si trasferisce dopo aver terminato gli studi. Comincia una nuova fase della sua vita e della sua carriera, in cui viaggia in tutta Italia per conoscerne la cultura e le tradizioni, lavorando come cuoco di sushi: un modo per condividere e far conoscere la propria cultura, che, analogamente al suo fare artistico, fa coincidere gestualità, conoscenza dei processi, sintesi. A Napoli, frequenta la scuola di Nuove tecnologie dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Da questa esperienza di confronto il suo campo di indagine si contamina ulteriormente ampliandosi negli ambiti delle arti multimediali – come il caso dei suoi progetti, disciplina nella quale è un virtuoso – e dell’arte programmata, verso gli universi del generativo. Pur nei diversi ambiti di applicazione, la cifra stilistica di Aisu è sempre riconoscibile, così come la sua instancabile ricerca, tesa verso una sintesi tra la sublimazione iconica tipica della tradizione orientale ed il confronto costante con la tecnologia, intesa filologicamente, come un pensiero critico sugli orizzonti espressivi della tecnica.

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Gli enti

f2Lab è un’associazione culturale che nasce per connettere Arte & Impresa. La ricerca degli artisti contemporanei e la loro attività creativa sono individuati come una “risorsa” per il sistema produttivo-imprenditoriale e per le istituzioni e altre organizzazioni, perché in grado di generare innovazione e benessere di tipo economico, sociale, culturale. f2Lab si fonda su una filosofia “artigiana” e coinvolge artisti, scienziati e professionisti la cui poetica e ricerca ne fa ambasciatori di un Nuovo Umanesimo e di un nuovo mecenatismo culturale che si alimenta della proporzione geometrica armonica espressa dal phi (Φ), ovvero dal numero aureo, e si applica ad ogni gesto produttivo e ne regola la misteriosa bellezza che ne può emergere.

Contatti

e-mail: associazionef2lab@gmail.com
website: www.f2labblog.wordpress.com
phone: +39 081 42 15 38

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L’azienda Santiuorio è una piccola realtà agricola contadino-artigianale, impegnata nella salvaguardia delle varietà agronomiche autoctone, e nella trasformazione in prodotti con tecnologie di avanguardia, presenti in una cantina di nuova costruzione, progettata anche con lo scopo di sfruttare le energie rinnovabili. L’azienda, attualmente gestita da Erminio Covino, è la prosecuzione dell’attività quarantennale dello zio Pietro e quella cinquantennale del nonno Erminio, dei quali si impegna a conservare anche le antiche consuetudini di accoglienza e ospitalità.

Contatti

website: http://www.santiuorio.com

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La galleria d’arteIl ritrovo di Rob Shazar” inizia la sua attività alla fine del 2001 a Sant’Agata De Goti (BN). Il suo campo d’azione si caratterizza per una spiccata propensione all’arte giovane ed emergente. La galleria ha ospitato pittura, fotografia, video, performance, scultura, installazioni site-specifics, dando a ciascun artista la possibilità di creare il suo progetto nello spazio espositivo. Dal 2017 la galleria muta il suo nome in Shazar Gallery e trasferisce la propria attività a Napoli.

Contatti

e-mail: shazar@virgilio.it
website: http://www.shazargallery.com
phone: +39 3391532484
Instagram: Shazargallery
Facebook: shazargallery

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